L'ex responsabile della sicurezza del Comune di Chermignon, poi fuso nell'amministrazione di Crans-Montana, Albéric Clivaz, ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha deciso di non sottoporsi all'interrogatorio dei magistrati di Sion e alle domande dei 70 legali delle vittime del rogo costato la vita a 41 persone, tra le quali 6 italiani. Soprattutto, l'uomo si è rifiutato di fornire la password del suo cellulare, che è stato sequestrato al termine dell'udienza.

Clivaz era in carica nel 2015, quando i coniugi Jacques e Jessica Moretti avevano ristrutturato il discobar Le Constellation, teatro della strage avvenuta la notte di Capodanno. Secondo le normative elvetiche, dopo quell'intervento sarebbe stato obbligatorio effettuare un controllo dei locali per una verifica di conformità, necessaria per rilasciare l'autorizzazione d'esercizio. Durante i lavori all'interno del pub il soffitto del seminterrato era stato rivestito di spugna fonoassorbente infiammabile, la stessa che ha preso fuoco la notte della tragedia, dopo essere stata toccata dalle candele scintillanti messe sopra le bottiglie di champagne portate ai tavoli dai camerieri.

Clivaz è uno dei nove indagati per omicidio colposo e lesioni colpose. Oltre a lui, ci sono Jacques e Jessica Moretti, il sindaco di Crans, Nicolas Féraud, e altri funzionari comunali. Quello di ieri è stato il secondo interrogatorio programmato risoltosi in un nulla di fatto. Il giorno prima gli inquirenti avrebbero infatti dovuto ascoltare di nuovo Moretti, proprietario del Constellation, ma l'audizione è stata rinviata dopo che il legale dell'uomo ha presentato un certificato medico che attesta lo «stato depressivo» del suo cliente. Lunedì 13 aprile ci sarà l'interrogatorio del sindaco Féraud.