Il giorno dopo la frana di Petacciato, il «risveglio» è ancora più burrascoso. L’Italia è spaccata in due. La Puglia è isolata. Il Molise inizia a fare la conta dei danni. Restano interrotte l’autostrada A14, la Statale 16 e la linea ferroviaria. Gli esperti dicono che quella del Petacciato, la frana più grande d’Europa, è imprevedibile ed è, quindi, necessario che si fermi. Il governo è già corso ai ripari. Infatti, nella seduta di oggi del Consiglio dei ministri sarà affrontata l’emergenza Molise attraverso l’adozione di un provvedimento che prevede un primo iniziale stanziamento di risorse finalizzato al ripristino della rete ferroviaria, dell’Autostrada A14 e della Statale 16. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.
Il ritorno in Parlamento di Giorgia Meloni, dopo il referendum e con il mondo intero con il fiato sospeso per la fragile tregua tra Usa (o meglio, Israele e Usa) e Iran, non sarà una passeggiata. La premier lo sa bene e affila le unghie: il momento è difficile, molto difficile, probabilmente il più cupo della sua esperienza a Palazzo Chigi: un po’ di sollievo sembrava arrivato dal cessate il fuoco accettato da Washington e Teheran, ma ci ha pensato il solito Benjamin Netanyahu, bombardando in maniera terribile il Libano, facendo strage di civili e colpendo anche un veicolo italiano dell’Unifil, a far riesplodere l’incendio.






