PADOVA - Dovevano essere cento metri di vetrine, soprattutto d'abbigliamento, tra le più chic del centro. Una galleria moderna ed elegante, tra via San Fermo e piazza Insurrezione, che avrebbe attirato un'intensa vita commerciale e clienti danarosi pronti a spendere per prodotti di lusso. Ad oggi, una quindicina d'anni dopo, Galleria Borromeo è l'emblema della desertificazione commerciale nel centro di Padova: si va da una sequenza di spazi sfitti alla più totale incuria che, suggeriscono le associazioni di categoria, la sera finisce per attirare più che altro sbandati e spacciatori.

Una situazione tutt'altro che rara, in centro storico e non solo: secondo i dati della Camera di Commercio, in una dozzina d'anni nel solo comune di Padova hanno abbassato definitivamente le serrande oltre 400 negozi. Nel 2012, infatti, le attività commerciali presenti in città erano 2.172, mentre nel 2024 siamo scesi a quota 1.765. Numeri che hanno spinto l'ente camerale ad attivare un tavolo di confronto per contrastare la desertificazione degli spazi urbani.

«La situazione commerciale nel centro di Padova – accusa Massimo Pellizzari, presidente di Acc, l'associazione dei commercianti del centro – è gravissima. Le vetrine che funzionano sono concentrate in un quadrilatero molto ristretto, appena fuori si entra subito in sofferenza. Galleria Borromeo? C'erano tanti buoni propositi, ma nulla che si sia mai concretizzato. Oggi non solo chiudono i negozi, ma si registrano anche degrado e sporcizia: la sera le fioriere, un tempo bellissime, diventano piazza di smistamento delle dosi di droga».