La pandemia ha lasciato un'ombra lunga che potrebbe avere effetti sulla salute e sull'economia ancora a lungo.

Mentre, infatti, i contagi da SarsCoV2 calano e l'immunità offerta dal vaccino e dalle precedenti infezioni riducono l'impatto del Covid-19, sotto traccia scorrono ancora gli effetti a lungo termine dell'infezione: quell'insieme di sintomi che è stato ribattezzato long-Covid.

Un'analisi pubblicata oggi dall'Ocse ('Addressing the Costs and Care for Long Covid. The Long Shadow of the Pandemic') mostra che, da qui al 2035, il long-Covid potrebbe avere un costo di oltre 145 miliardi l'anno e che solo pochi Paesi si sono attrezzati per affrontarlo in maniera sistematica.

Il long-Covid resta uno degli aspetti meno conosciuti del Covid. Si stima che tra il 5 e il 15% di quanti contraggono l'infezione sviluppino questa condizione. Un'indagine realizzata dall'Ocse lo scorso anno aveva mostrato che l'Italia è stato tra i Paesi più interessati dal long-Covid: più del 9% dei pazienti dei medici di famiglia dichiarava di aver sofferto della complicanza nel 2023 e per circa un terzo di loro la durata dei sintomi andava oltre l'anno. "Può colpire quasi tutti i sistemi dell'organismo" e "le manifestazioni più comuni includono disfunzione cognitiva (spesso definita "nebbia mentale"), affaticamento, disautonomia e malessere post-sforzo", spiega il documento.