La libertà negata dal prossimo 13 aprile Condannato all'ergastolo in primo grado e a 30 anni in appello, Del Grande aveva iniziato a godere della semilibertà dopo aver scontato 26 anni e quattro mesi di carcere. In casa-lavoro era arrivato dopo la violazione della misura di sorveglianza. Decisione, questa, che l'uomo ha sempre contestato sostenendo di essersi rifatto una vita, con tanto di lavoro e di una compagna. La misura di sicurezza nei confronti dell'uomo era stata da poco prorogata per un altro anno. Lo scorso 26 marzo, infatti, la procura generale del Piemonte aveva infatti dato parere contrario all'azzeramento della stessa. Niente libertà, quindi, dal 13 aprile prossimo. Motivo, quest'ultimo, che avrebbe spinto Del Grande a darsi a una nuova fuga. "Il magistrato ha detto che è socialmente pericoloso, ma non lo è; ha voluto rinchiuderlo perché riteneva non fosse pronto a stare fuori. È un accanimento vero e proprio", ha detto la compagna, Rossella Piras, che lo scorso autunno è stata indagata per aver favorito la prima fuga del compagno.