Di nuovo in provincia di Varese. Come lo scorso 13 novembre anche questa volta la fuga di Elia Del Grande è terminata non lontano da Cadrezzate. I carabinieri della compagnia di Gallarate lo hanno intercettato verso le 13.30 di mercoledì 8 aprile a bordo di un’auto rubata lungo la strada provinciale 18 all’altezza di Varano Borghi. Il cinquantenne aveva fatto perdere le proprie tracce dal giorno di Pasqua dopo essersi allontanato senza autorizzazione da Alba durante un permesso. Del Grande era internato nella casa-lavoro del carcere «Giuseppe Montalto». Le pattuglie dei carabinieri di Gallarate hanno intercettato una Fiat 500, di cui era stato denunciato il furto dopo che era stata rubata fuori dal cimitero della frazione Lentate di Sesto Calende. Alla vista dei militari - secondo quanto riferito dall’Arma - Del Grande ha avrebbe tentato di eludere il controllo fermandosi in una strada di accesso di un’abitazione privata lungo la provinciale. Uno dei carabinieri si è quindi avvicinato al lato guida intimando all’autista di scendere mentre cercava di prendere le chiavi della macchina. Il cinquantenne avrebbe però ingranato la marcia per allontanarsi. In questa ultima disperata il militare sarebbe rimasto leggermente ferito. Una volta bloccato i carabinieri, sentito il pm di turno di Varese, hanno arrestato in flagranza Del Grande per resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale. Il cinquantenne verrà trasferito nel carcere di Varese in attesa del giudizio per direttissima. Le ore precedenti «Sto rientrando», aveva scritto per messaggio a don Domenico De Giorgi, il cappellano del carcere di Alba, nel pomeriggio di domenica. Parole rimaste vuote perché il cinquantenne, autore della «strage dei fornai», non è più rientrato nella casa-lavoro «Giuseppe Montaldo». Era la prima licenza di undici ore che l'uomo aveva ottenuto da quando lo scorso novembre era arrivato in Piemonte. La mattina di Pasqua Del Grande l’ha trascorsa alla Caritas, dove faceva volontario due giorni a settimana, a distribuire i pasti ai più bisognosi. Poi a metà pomeriggio nella struttura sono arrivate una donna e una bambina che cercavano Del Grande. «Mi ha chiesto di appartarsi con loro per scambiare due parole nel cortile. Poi l’ho perso di vista», ha detto “don Dodo” ai microfoni della Tgr Piemonte. «Mi sento ferito, mai avrei immaginato a una fuga - ha aggiunto -. Ero certo del suo ritorno. Mi sono reso conto solo alla fine che non sarebbe più rientrato. Non c’era nulla che potesse destare la benché minima preoccupazione. Era molto educato e grato per l’opportunità offertagli. A me è sempre parso sincero nel suo pentimento e nella consapevolezza del male commesso».