Da giorni è un continuo ping pong tra maggioranza e opposizione, tra Palazzo Tursi e Via Fieschi. Ma l’edizione 2026 sembra essere sempre più un miraggio

Genova – Più che l’armonia dei balletti, il clima sembra essere quello di un ring, in un continuo ping pong di dichiarazioni che rimbalzano tra maggioranza e opposizione, tra Palazzo Tursi e Via Fieschi. Al centro c’è l’edizione 2026 del Festival di Nervi, il cui destino è legato a doppio filo, rosso come in rosso sono i conti del Carlo Felice, alla situazione del teatro. Proprio nella giornata di martedì, infatti, il consiglio di indirizzo ha depositato un esposto in Procura e alla Corte dei Conti riguardo ad una possibile supervalutazione di quattro scenografie acquistate dalla Scala (leggi qui). Questo ulteriore elemento potrebbe portare alla decisione già nell’aria di far slittare la manifestazione al prossimo anno, nonostante un programma nel cassetto sia pronto e nonostante il grande dispiacere dei tanti appassionati.

Proprio prima di Pasqua, i gruppi all’opposizione nell’aula rossa del Comune di Genova avevano rilanciato sul tema, commentando in una nota che “la cultura non si muove a intermittenza e il prestigio internazionale di Genova non può essere messo a rischio da esitazioni amministrative. Abbiamo letto e condividiamo ciò che le scuole di danza hanno scritto in una lettera aperta alla città: rinunciare non è mai una scelta” (leggi qui la lettera). Così Lega e Vince Genova hanno esortato l’amministrazione chiedendo continuità nello svolgimento della rassegna.