Una lettera delle scuole di danza è arrivata al Secolo XIX per chiedere alle istituzioni di non perdere una rassegna di respiro internazionale come quella organizzata lo scorso anno. Ma vista la situazione dei conti del Teatro Carlo Felice “ci vorrebbe un miracolo”

Uno scatto del Royal Ballet di Londra, ospite a Nervi nell'edizione 2025

Genova – «Genova deve continuare ad essere la capitale della danza. Non vogliamo rinunciare alla meraviglia a cui abbiamo partecipato l'anno scorso: è stata un'occasione unica sia dal punto di vista artistico sia come opportunità di formazione, incontro e apprendimento per tutti i nostri allievi. Siamo certi che sotto la guida di Jacopo Bellussi le future edizioni manterranno lo stesso livello di qualità e visibilità internazionale anche per la nostra città». In queste righe le scuole di danza genovesi lanciano dalle pagine del Secolo XIX un appassionato appello alle istituzioni per chiedere di non perdere il Festival dei balletti di Nervi. Aprile è alle porte e la situazione dei conti in rosso del Carlo Felice sembra porre la parola “fine” a quel rilancio che l’anno scorso aveva portato ai parchi e a teatro compagnie come il Royal Ballet, l’Opéra de Paris, la Scala. Un evento apprezzato anche dalla famiglia di Mario Porcile, storico fondatore della rassegna, capace di portare a Genova le étoile internazionali e le compagnie più importanti.