Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Benché ci si continui a nascondere dietro la consegna di pacchi umanitari, la Flotilla ha ammesso che la missione ha avuto e avrà uno scopo politico
Nei prossimi giorni le barche della Flotilla partiranno in direzione di Gaza per la nuova missione. Rispetto a quella di settembre/ottobre pare che il numero di imbarcazioni e, quindi, di membri dell'equipaggio sia aumentato. Anche stavolta la Sicilia sarà uno degli hub di incontro per le barche che convergono da tutta Europa, che poi si sposteranno in Grecia e, quindi, faranno rotta verso il Medioriente. Non ci sono elementi per sostenere che questa missione finirà diversamente rispetto alle precedenti, con il blocco da parte di Israele, l’arresto e la deportazione degli attivisti. Ma stavolta con le navi dei pro Pal partirà anche quella di Greenpeace, come annunciato nel suo sito ufficiale.
“Mentre la drammatica escalation innescata dalle forze armate statunitensi e israeliane sta trascinando il Medio Oriente in un vortice di distruzione e sofferenza, siamo onorati di poter rispondere all’appello della Global Sumud Flotilla e di unirci alla sua missione di pace con la nostra nave Arctic Sunrise”, ha dichiarato Chiara Campione, Direttrice esecutiva di Greenpeace Italia. “Ci uniamo a questa missione civile per chiedere l’ingresso sicuro e senza ostacoli degli aiuti umanitari a Gaza e per sfidare il blocco illegale che affligge la popolazione. Ci opponiamo fermamente ai crimini di guerra, alla fame usata come arma, alla pulizia etnica, al genocidio e all’ecocidio”, ha aggiunto Ghiwa Nakat, Direttrice esecutiva di Greenpeace Medio Oriente e Nord Africa.






