Non sempre i confini si difendono con muri o filo spinato. A volte, almeno nelle intenzioni, possono avere denti, squame e occhi che affiorano dall’acqua. È l’idea sorprendente che prende forma in India, dove la sicurezza delle frontiere potrebbe passare anche attraverso l’impiego di serpenti e coccodrilli come deterrenti naturali. Uno scenario che, per molti, sembra uscito più da un cartone animato che da un piano operativo reale. Agli appassionati Disney, infatti, potrebbe tornare alla mente Le avventure di Bianca e Bernie, dove i temibili Bruto e Nerone, due coccodrilli feroci al servizio della villain Madame Medusa, sorvegliano una palude rendendola praticamente inaccessibile. Un’immagine che oggi, sorprendentemente, trova un’eco nella realtà.

La proposta, emersa da un documento interno riportato dal quotidiano The Hindu, invita le unità della Border Security Force a valutare la fattibilità operativa di questa soluzione. In quest’ultima, si afferma che è necessario “studiare e valutare, da un punto di vista operativo, la fattibilità del dispiegamento di rettili, come serpenti o coccodrilli, nei tratti fluviali vulnerabili della frontiera”. L’obiettivo è chiaro: rendere più difficile l’attraversamento illegale lungo i confini con Bangladesh e Pakistan, aree dove il territorio complesso, tra fiumi, colline e vallate, offre spesso varchi difficili da controllare con mezzi tradizionali.