Il Regno Unito ha revocato il permesso d’ingresso al rapper americano Kanye West, invitato in estate a esibirsi al Wireless Festival di Londra, per via delle sue passate dichiarazioni antisemite. E ora scoppia la polemica anche a Reggio Emilia dove è previsto un live il 18 luglio alla Rcf Arena Campovolo nell’ambito dell’Helwatt Festival di cui è la star di punta. In passato, nell’ottobre 2023, proprio al Campovolo era già stata annullata una data di West (che oggi si fa chiamare Ye)«per motivi organizzativi e di sicurezza».

Ora sulla vicenda interviene la Cisl Emilia Centrale: «Ye assicura di essere cambiato, di voler suonare per la pace e l’amore e non più per la svastica e l’antisemitismo, ma la domanda resta: lo showbiz conta più dei valori costituzionali?», commenta Rosamaria Papaleo che lancia un appello al sindaco Marco Massari, affinché il rapper incontri la comunità ebraica. «La Gran Bretagna ha fatto bene, noi invece in Italia arriviamo sempre tardi su queste questioni»: è il commento di Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei 7 fratelli fucilati dai nazifascisti nel 1943 a Reggio Emilia. Uno che gira con delle svastiche non deve essere degno di girare da nessuna parte, non solo a Reggio Emilia o a Londra. Se si potesse non fare il concerto, sarebbe meglio. Ma se ci sono delle penali, meglio lasciar perdere. Non vale la pena spendere soldi per uno del genere. ..».