Dopo le polemiche scoppiate in queste ore per una serie di commenti antisemiti, razzisti e filo-nazisti, il governo britannico ha negato a Kanye West il permesso di entrare nel Regno Unito, dopo le polemiche legate alla sua prevista partecipazione come headliner al Wireless Festival di Londra, in programma dal 10 al 12 luglio a Finsbury Park. Il ministero dell’Interno ha riferito alla BBC che il rapper aveva presentato ieri, 6 aprile, una richiesta di autorizzazione elettronica di viaggio (l’Eta). Si afferma che la decisione di negare l’autorizzazione è stata presa in quanto “la sua presenza non sarebbe stata favorevole al bene pubblico”.
Il provvedimento era stato preceduto dalle critiche del premier laburista Keir Starmer e dall’annuncio del governo di una revisione del visto. A nulla è valsa la difesa degli organizzatori, che avevano invocato una “seconda chance” per il rapper Usa, né la sua disponibilità a incontrare di persona esponenti della sdegnata comunità ebraica britannica per scusarsi.
L’organizzazione del Festival di Londra ha reagito a stretto giro all’annuncio, rendendo noto che a questo punto l’intera kermesse di luglio è da considerarsi annullata. In precedenza, Kanye aveva replicato alle denunce, e alla bufera politica dei giorni scorsi, dicendosi pronto ad accogliere “con gratitudine” l’eventuale disponibilità di esponenti della comunità ebraica a incontrarlo per spiegarsi e provare a giustificarsi. “So che le parole non bastano e dovrò dimostrare di essere cambiato con le azioni”, aveva scritto il musicista rivolgendosi loro: “Se voi siete aperti, io sono qui”, aveva concluso.











