Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Nuove indiscrezioni pubblicate dal New York Times mostrano come il presidente Usa abbia deciso di scendere in guerra contro l’Iran
Mentre si attende di capire se l’apertura dell’Iran alla proposta del Pakistan disinnescherà l’ultimatum al regime iraniano lanciato da Donald Trump, emergono nuovi dettagli su come si sia arrivati alla resa dei conti con Teheran. Le indiscrezioni, contenute in un libro in uscita a giugno (“Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump”) scritto dai giornalisti del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan, sono state anticipate in esclusiva dallo stesso quotidiano della Grande Mela e fanno luce su come il 47esimo presidente americano abbia deciso di condurre la sua amministrazione e gli Stati Uniti sul sentiero di un confronto militare, ormai regionale, di cui non si intravede la fine.
Per mesi, a seguito dell’operazione avviata a inizio giugno da Israele in Iran e conclusasi con l’intervento Usa contro i siti nucleari, Washington aveva alzato la pressione sulla Repubblica Islamica evocando più volte la possibilità di nuovi raid contro il regime iraniano se non avesse rinunciato al programma nucleare. Nel mentre si susseguivano le minacce del capo della Casa Bianca rivolte alla Groenlandia, a Cuba e al Venezuela. Solo dopo la cattura del dittatore di Caracas, Nicolas Maduro, il Pentagono comincia a spostare mezzi e uomini in Medio Oriente in contemporanea a tentativi di diplomazia americana, affidata all’inviato speciale Steve Witkoff e al genero del presidente Jared Kushner.






