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Ex procuratore capo della Repubblica di Padova e prima ancora sostituto procuratore a Treviso, durante gli anni di piombo fu protagonista di una dura lotta contro il terrorismo. Aveva 86 anni

Si è spento ieri all’ospedale di Padova, dov’era ricoverato da alcuni giorno, il magistrato Pietro Calogero, 86 anni. Il decesso è avvenuto proprio alla vigilia del 47esimo anniversario del blitz che lo rese celebre, la maxi-retata del 7 aprile 1979 contro Autonomia Operaia. Quel giorno nella sua veste di sostituto procuratore di Padova autorizzò l'arresto dei maggiori leader di Autonomia Operaia, tra cui Toni Negri (a Milano), Emilio Vesce (a Padova) e Oreste Scalzone (a Roma).

Nato a Pace del Mela (Messina) il 28 dicembre 1939, si laureò in giurisprudenza all'Università di Messina nel 1963 e, quattro anni dopo, entrò in magistratura. Dopo un periodo di servizio militare e tirocinio, iniziò la sua carriera alla Procura di Treviso come sostituto procuratore. Fu tra i primi a indagare sulla strage di piazza Fontana, puntando sulla pista neofascista che portava a Franco Freda e agli ambienti eversivi del Padovano. La sua attenzione alle connessioni sotterranee, agli intrecci tra politica e violenza, sarebbe stata una cifra costante della sua carriera.