Antonelli è un bambino prodigio, trasforma in oro tutte le traiettorie che pennella. Marco è un ragazzo fatto, un uomo, nel fior fiore della sua carriera. Scoprirsi fenomeno a 28 anni, tanto è accaduto a Bezzecchi. Come è possibile? Nel motorsport accade anche questo: fiducia, consapevolezza ed una moto da sogno come l’ha sempre desiderata. Quando è così le forze si moltiplicano, le capacita emergono, i risultati vengono a galla. Il romagnolo in questo inizio di 2026 è diventato un dominatore. Ha vinto in Thailandia. S’è confermato in Brasile, facendo tris in Texas, il giardino di casa dell’imperatore Marquez.

Come se non bastasse, il fiore all’occhiello della VR46 Academy del suo amico Rossi, aveva già messo in bacheca gli ultimi due gran premi della scorsa stagione, a Portimao ed a Valencia, portando il totale delle corride vinte a 5. Sembra poco ma non lo è: nel terzo millennio non era mai accaduto che un pilota dominasse un pokerissimo di gare consecutive guidando sempre in testa dal semaforo alla bandiera a scacchi. Nemmeno a Vale e a Marc, i più titolati di sempre, o a Stoner e Lorenzo. Al “Bez” gli astri non s’erano mai allineati, non era mai capitata l’occasione di essere tanto forte.