Il centauro non è soltanto Marco Bezzecchi, il fenomenale motociclista che ha appena vinto in America, ultimo ma non l’ultimo di una tradizione di formidabili campioni virtuosi e coraggiosi su quelle due ruote che paiono fatte di niente.

La dedica sulla telecamera di Sinner a Bezzecchi e Antonelli

Il centauro, creatura dalla doppia natura, leggendario ibrido, è un po’ tutto il nostro sport di vertice: da un lato l’affaticata Italia del calcio, che tra una manciata di ore si gioca il futuro e l’ennesimo mondiale in un orizzonte che può ancora svanire, dall’altro Bezzecchi, ma anche Sinner e Antonelli che si sono arrampicati sull’Everest dei risultati, dove l’aria è più rarefatta e non arriva nessuno, solo noi.

Marco Bezzecchi festeggia il trionfo ad Austin

Ma è che è successo allo sport italiano? Trionfiamo alle Olimpiadi estive e invernali, siamo campioni del mondo nella pallavolo di donne e uomini, abbiamo persino battuto gli americani nel baseball a casa loro, la nazionale femminile di basket torna ai mondiali dopo 32 anni, pure il cricket ci dà gioia. Mentre nessuna squadra di club è arrivata ai quarti di finale di Champions, abbiamo il tennista e il pilota di formula uno più bravi al mondo. E ora anche un pilota di MotoGp che in questo inizio di stagione ha fatto tre su tre.