Sulle etichette delle creme compaiono parole che fino a poco tempo fa appartenevano solo ai laboratori: esosomi, niacinamide, ectoin, peptidi biomimetici, retinaldeide... Termini sconosciuti ai più, che affascinano e disorientano. Eppure, è questo nuovo vocabolario a raccontare una realtà sospesa tra benefici reali, false aspettative e possibili controindicazioni.
Cosmesi e cosmeceutica
Se la cosmesi tradizionale si concentra sull’aspetto esteriore di cute, capelli e unghie, la cosmeceutica - della quale si parla sempre di più – ha a che fare con nuovi tipi di prodotti: “Contengono ingredienti attivi con effetti biologici misurabili sulla pelle, come antiossidanti, peptidi, acidi esfolianti, retinoidi o estratti vegetali – puntualizza Paolo Broganelli, primario di Dermatologia all’ospedale Mauriziano-Umberto I di Torino -. Promettono benefici funzionali aggiuntivi, ma non sono classificati né regolamentati come farmaci. La cosmeceutica, quindi, si colloca tra la cosmesi tradizionale e la dermatologia terapeutica, offrendo effetti che vanno oltre la semplice estetica, pur non potendo vantare indicazioni terapeutiche ufficiali”.
Iniziare a conoscere questi ingredienti è essenziale per maturare una maggiore consapevolezza e orientarsi in un panorama in continua evoluzione, dove medicina e “beauty addiction” tendono a confondersi.






