Nel gergo della polizia penitenziaria la chiamano «intercinta». E la griglia alta una ventina di metri che separa la città dalle mura alte del carcere Lorusso e Cutugno. Da qui si vedono la quarta, la sesta e la settima garitta. Sono torrette a presidio del penitenziario che da tempo ormai non vengono “abitate” da nessuno. Non c’è polizia a controllare ed è forse questo uno dei tanti lasciti delle carenze di personale. Che, anche a Torino, hanno mietuto vittime quantomeno nei servizi carcerari.

Droga e telefoni lanciati dall’esterno

La droga avvolta in calzini o i microtelefoni nascosti in palloni da calcio e palline da tennis, la lanciano da qui ai detenuti che la raccolgono sul prato sintetico del campetto adiacente al quarto passeggio. Per bocca dei sindacati i casi sono di nuovo in aumento, ma questo è solo uno dei punti che raccontano di una casa circondariale “complessa” e sempre più difficile da gestire. C’è il sovraffollamento: 1500 detenuti distribuiti in strutture che ne possono ospitare 500 in meno. E mancano 225 agenti di polizia penitenziaria sulla pianta organica che ne vede in servizio tra i 650 e i 700 spalmati anche sulle «traduzioni» dei detenuti e a presidio del repartino psichiatrico delle Molinette.