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Ultimo aggiornamento: 8:06

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Era già accaduto il 18 marzo. Quel giorno la Israeli Air Force aveva attaccato il polo petrolchimico di South Pars, nel sud dell’Iran. Il raid aveva segnato un salto di qualità nel conflitto perché la prima volta dal 28 febbraio era stata colpita un’infrastruttura strategica. Snodo cruciale per l’equilibrio energetico mondiale, la Pars Special Economic Energy Zone di Asaluyeh, affacciata sul Golfo Persico, ospita decine di impianti che trasformano sottoprodotti del gas naturale (etano, propano, butano) in prodotti destinati all’esportazione. Questi impianti sfruttano il gigantesco giacimento South Pars – il più grande del mondo con una superficie di 3.700 km quadrati, che rappresenta il 40% della produzione di gas di Teheran ed è stimato in circa 51 trilioni di metri cubi – e la produzione della zona è in grado di influenzare significativamente i prezzi del Gnl sui mercati globali.