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La prova del capitano rilancia anche Thuram. Bastoni applaudito, Barella ritrova il gol

È bastato il ritorno di Lautaro a riaccendere l’Inter. Era la speranza di Chivu e non è andata delusa. Un solo giro di orologio: primo minuto, primo tiro e primo gol. Il difficile momento della Roma (4 punti nelle ultime 5 partite) ha fatto il resto. Sarà un caso o forse no, ma la presenza del capitano ha rilanciato anche Thuram ( insieme nella foto ): 2 assist (proprio a Lautaro) e 1 gol. Inter capolista nel segno della ThuLa: a 7 partite dalla fine, lo scudetto è più vicino e se domenica passa indenne anche a Como, può partire il conto alla rovescia.

«Felice di essere tornato a lottare con i miei compagni», la dedica social alla doppietta pasquale e alla vittoria scaccia fantasmi: Lautaro è il vero simbolo dell’Inter e la sua importanza si è vista più quando non c’è stato (7 partite, appena 7 gol) di quando invece gioca. Non è un paradosso e nemmeno è una coincidenza che senza i suoi gol, da 2 anni l’Inter non batta Milan e Napoli e fatichi contro la Juventus. «Lautaro è il nostro leader, sostituirlo non è facile per nessuno», sottolinea Chivu, rinfrancato dalla prestazione più ancora che dalla classifica. La reazione c’è stata e il playoff di Zenica non ha fatto danni all’Inter. Anzi, Bastoni è uscito dal campo più forte di quando ci è entrato, rincuorato dal suo pubblico e difeso a voce alta da Marotta («un linciaggio vergognoso, resta un nostro patrimonio»), mentre Barella addirittura ha ritrovato il gol (secondo in stagione), che gli mancava da 6 mesi (5 ottobre alla Cremonese).