È tornato il sole sulla Puglia, lasciandosi alle spalle un lungo periodo di precipitazioni insistenti e temperature sotto la media stagionale. Ma per i kitesurfer l'elemento più importante è stato il ritorno del vento, il Maestrale. Dopo settimane di attesa e centinaia di messaggi nelle chat, il lungomare di Bari — così come molti altri spot sulla costa pugliese — si è colorato con decine di "aquiloni", dalla spiaggia di Pane e Pomodoro fino a San Girolamo. Runner, famiglie e turisti — alcuni dei quali hanno persino sfidato l'acqua gelida per un tuffo — si fermano ad ammirare le imponenti vele che svettano sullo skyline. Un selfie ricordo da Bari, ormai consacrata come città degli sport nautici. "Nella provincia — racconta Beppe Caldarulo, della Scuola Surf Bari — gli appassionati di kitesurf sono circa 2.000, e capita spesso di vederne navigare contemporaneamente fino a cento lungo la costa". Tecnicamente, il kitesurf è una variante del surf da onda che sfrutta la forza propulsiva del vento. L’attrezzatura si compone di una tavola e di un'ala gonfiabile denominata kite. L’atleta è collegato alla vela tramite un’imbracatura (trapezio) e una barra di controllo, che permette di gestire potenza e direzione attraverso cavi lunghi circa 20-25 metri. Lontano dai rumori urbani e dalle notifiche dello smartphone. "Questo sport — aggiunge Matteo Locaputo, Kitesurf Bari SideOn Academy — è pura libertà; mi sento completamente a contatto con la natura. Luoghi come Fuerteventura o Capo Verde offrono venti costanti, mentre in Puglia le condizioni sono variabili: bisogna essere pronti, quasi temerari, per cogliere i momenti esatti in cui la natura ci concede il meteo ideale". Il kite, tuttavia, permette di navigare anche con venti di moderata intensità. Da Torre Guaceto alle marine di Lecce, fino al litorale del Gargano, le scuole e i centri diving hanno riaperto con l'arrivo della primavera. Le tappe obbligatorie restano Vieste per i venti costanti; Porto Cesareo, Punta Prosciutto e Frassanito per lo Scirocco e le acque cristalline; le zone di Brindisi (Torre Canne) e Barletta quando c'è il Levante. Inseguendo il vento, la Puglia si conferma un hub strategico nel Mediterraneo grazie alla varietà dei suoi "spot", adatti a ogni corrente. Un fenomeno che non riguarda solo i professionisti, ma un numero crescente di amatori che contribuiscono alla destagionalizzazione del turismo regionale. "C'è sempre molta richiesta per gli sport nautici, anche dall'estero — segue Caldarulo —. In una sola mattina abbiamo avuto tre iscrizioni per i corsi di kitesurf: s'impara a navigare in poche lezioni". "Bisogna ricordarsi però di avere la massima attenzione - aggiunge Locaputo - infatti è sempre meglio confrontarsi con chi è più esperto per non sottovalutare i rischi potenziali, e partire dalle basi". Per i meno temerari non mancano le alternative: il windsurf, grande classico con la vela fissata direttamente alla tavola; il wing foil, che combina un’ala gonfiabile tenuta direttamente con le mani e una tavola dotata di pinna idrodinamica; e il SUP (stand up paddle), ideale per pagaiare in piedi. Infine, gli istruttori di Barifornia, punto di riferimento a ridosso di Pane e Pomodoro, stanno promuovendo delle lezioni di surf per cavalcare le onde proprio come in California.
Bari, cresce il popolo del kitesurf: “Siamo in duemila a volare tra cielo e mare”
Dopo settimane di attesa per il maltempo e centinaia di messaggi nelle chat, il lungomare di Bari si è colorato con decine di "aquiloni", dalla spiag…






