Dopo aver rimesso sul mercato il Salone Margherita di Roma, con una base d'asta fissata dal 29 dicembre 2025, la Banca d'Italia ha avviato il 27 febbraio 2026 la procedura d'asta per cinque ex filiali - Alessandria, Enna, Imperia, Novara e Varese - che rientrano nell'elenco complessivo di 24 immobili disponibili per la vendita - 22 ex filiali, un teatro, 1 alloggio -, per un valore base totale pari a 31,35 milioni. Il valore di gara complessivo delle ultime cinque filiali è di 18,6 milioni. Della merce sul mercato, prima del Margherita, la valutazione più elevata è assegnata alla sede di Varese (4,75 milioni), destinazione direzionale e residenziale con 4 alloggi e pertinenze, anche per il vincolo indiretto legato alla vicinanza a Villa e Parco D’Este.
Le dismissioni puntano a ridurre i costi di gestione di edifici spesso chiusi da anni ma ancora onerosi in termini di manutenzione.
La novità rispetto ai tentativi del passato è rappresentata dall'introduzione di un meccanismo più chiaro così da rendere più accessibile e leggibile il processo per i potenziali acquirenti. Il pezzo più pregiato resta tuttavia il Salone Margherita nel centro di Roma, per il quale il 26 aprile saranno presentate le manifestazioni di interesse. La base d'asta è fissata a 5 milioni per un immobile unico: l’unico esempio nella Capitale di teatro café-chantant rimasto pressoché immutato nel tempo, sottoposto a stringenti vincoli della Sovrintendenza. L'edificio fu acquisito dalla Banca nel 1893 dal barone Lazzaroni, debitore insolvente, ed è sempre stato destinato ad attività teatrali.






