Elia Del Grande è ancora in fuga.

Per la seconda volta nel giro di sei mesi non è rientrato nella struttura dove stava concludendo i sei mesi previsti dalla misura di sicurezza, disposta per via della sua dichiarata pericolosità sociale.

Misura e pericolosità su cui è aperto un procedimento davanti al magistrato di sorveglianza di Torino.

Invece ieri, il 50enne del Varesotto, noto per essere stato l'autore della "strage dei fornai", ha approfittato del permesso speciale concesso per Pasqua e non è tornato nella casa-lavoro di Alba, in provincia di Cuneo, dove stava lavorando come volontario in una mensa dei poveri. Del Grande avrebbe dovuto presentarsi nel pomeriggio, ma invece ha fatto perdere le sue tracce. Lo stesso copino di sei mesi fa, il 30 ottobre: allora era sparito da una simile struttura nel Modenese.

L'allarme per la fuga di Del Grande è scattato immediatamente dopo il mancato ritorno, dando il via alle ricerche che dal Piemonte si sono estese a tutto il resto d'Italia, con una particolare attenzione a Cadrezzate, il comune in provincia di Varese, dove l'uomo è nato e cresciuto e dove il 7 gennaio 1998, ha sterminato la famiglia: ha ucciso il padre Enea, 58 anni, la madre Alida, 53 anni, e il fratello Enrico, 27 anni perché si opponevano al matrimonio con la giovane dominicana di cui era innamorato.