"Mi vogliono zittire", "sto toccando poteri forti" e "qualcuno sta chiedendo la mia sospensione dall'attività di avvocato in modo tale da togliermi il mandato".
Non solo. "Mi giunge anche notizia che il mio ordine professionale stia per notificarmi un esposto". È quanto sostiene l' avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, nel commentare una querelle che da qualche giorno lo vede protagonista.
Una polemica data in pasto ai social, sede sicuramente poco opportuna per discutere di tematiche così importanti. Soprattutto se a farlo sono due addetti ai lavori. Petruzzi, infatti, risponde al collega penalista Sergio Pisani (che nella vicenda di Domenico non segue comunque nessuna delle parti) e ad un suo post, in cui aveva scritto: “Non posso ammettere che un avvocato attacchi in modo così improprio la linea difensiva di un medico indagato e peraltro fuori dalle sedi opportune.
"Un gruppo di colleghi - spiega Petruzzi - incitati con un post dall'avvocato Sergio Pisani, cerca di diffamarmi e di incutermi il timore prospettando l'eventualità di un intervento disciplinare qualora dovessi continuare a dare notizie ai giornalisti". "Ma io non mi fermo - promette il legale - l'Italia tutta ha diritto di sapere la verità, la verità che io conosco è in atti non sottoposti a sequestro".







