Trasformare gli ormeggi per gli yacht in sistemi capaci di avere una duplice funzione: adattarsi alle dimensioni, sempre più grandi, delle barche che ormeggiano nei porti, riducendo i picchi di carico sulle banchine, e offrire una tecnologia capace di recuperare energia dal moto ondoso, consentendo di convertire parte di quella generata dai movimenti dell’imbarcazione in elettricità, utilizzabile per alimentare servizi di banchina. Il progetto è stato realizzato dalla Seares, una piccola impresa toscana, fondata nel 2018 da un team di ingegneri specializzati in meccanica e meccatronica che, grazie a un sistema denominato Seadamp, riesce a smorzare gli effetti diretti e indiretti degli ormeggi su banchine e fondali e, per quanto riguarda i secondi, sta contribuendo, in particolare alla salvaguardia della posidonia oceanica, uno dei principali bioindicatori della salute del fondo marino.

Attualmente, spiega Giorgio Cucè, ceo di Seares, «la tecnologia Seadamp è coperta da 13 brevetti internazionali, a tutela del principio di funzionamento e delle applicazioni nei sistemi di ormeggio intelligenti e di recupero energetico, ed è stata installata su oltre 1.200 linee di ormeggio, in contesti che includono porti turistici, marina, yacht e installazioni operative e dimostrative (tra questi Yacht club de Monaco, Marina di Pisa, Marina Cala dei Sardi, Agroittica, Snam, Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, ndr)». L’idea di creare il progetto è nata da due fattori distinti che coesistono nei porti italiani ma non solo: una carenza di infrastrutture d’ormeggio adatte ai grandi grandi yacht e la volontà generale degli scali di partecipare alla transizione ecologica.