PORTEGRANDI (VENEZIA) - «Abbiamo sentito l'autista suonare il clacson e urlare all'auto di fermarsi. Poi c'è stato un botto fortissimo». Volti segnati dalla stanchezza, sguardi attraversati da dolore e paura. Ma soprattutto poca voglia di parlare, di raccontare quanto vissuto in prima persona: troppo grande lo spavento provato. Sono i passeggeri che ieri si trovavano a bordo del bus Atvo partito da Venezia alle 14.05 e diretto a Jesolo. L'arrivo era previsto per le 15.20, ma chi ha proseguito il viaggio ha messo piede all'autostazione di via Equilio solo alle 17.20, due ore dopo. Determinante l'intervento del mezzo sostitutivo, inviato tempestivamente da Atvo e fatto ripartire verso la città balneare al termine delle operazioni di soccorso e dei rilievi. A bordo c'erano circa cinquanta passeggeri, quasi tutti turisti diretti a Jesolo: famiglie con bambini e giovani coppie, ma anche lavoratori che dovevano raggiungere il litorale. Ad attendere quest'ultimi, lungo la corsia numero uno dove è arrivato il bus sostitutivo, c'erano parenti e amici: all'arrivo, alcuni si sono lasciati andare in lunghi abbracci di sollievo. Massima anche l'assistenza garantita dal personale dell'autostazione che ha cercato di dare risposta ad ogni richiesta dei viaggiatori.
Incidente tra un bus Atvo e un'auto a Portegrandi, i testimoni: «L'autista urlava all'auto di fermarsi, poi l'impatto»
PORTEGRANDI (VENEZIA) - «Abbiamo sentito l'autista suonare il clacson e urlare all'auto di fermarsi. Poi c'è stato un botto fortissimo». Volti segnati dalla...










