MANIAGO - I passeggeri della tratta Arba-Maniago-Spilimbergo erano saliti sul bus da pochi istanti. Il tempo di prendere posto sul mezzo, di svoltare a sinistra lungo la strada regionale 464 in direzione di Maniago e, all'altezza di Fanna, il tremendo impatto.

«L'impressione più grande è stata quella del rumore - ha riferito uno studente ai soccorritori -: come se fosse esplosa una bomba. Sono seguiti lunghi secondi di apprensione, perché la corriera ha proseguito nella propria traiettoria per circa duecento metri, trascinando la vettura. Per fortuna, nonostante le ferite gravissime, e il fatto che avesse le gambe bloccate, l'autista è riuscito in qualche modo a mantenere il mezzo al centro della carreggiata. Quando la carambola si è arrestata, siamo scesi. Non sapevamo cosa fare: ci siamo guardati attoniti, alcuni urlavano, altri erano sotto choc. Non potremo mai dimenticare la carcassa dell'auto e quell'uomo privo di vita».

«Il motore - continua il giovane - era finito a bordo strada. C'è un dettaglio che ha colpito in quei momenti: ho notato che dall'abitacolo dell'auto penzolava la sciarpa dell'Udinese. So che è un particolare insignificante, ma che mi è balzato agli occhi, ero talmente incredulo che la mia attenzione fosse finita su questo aspetto così secondario. Forse perché accanto c'era una persona priva di vita che la mia testa si rifiutava di vedere sperando che non fosse una situazione reale». Da quanto ricostruito, pare che uno dei passeggeri abbia avuto anche la prontezza di spirito di afferrare l'estintore interno al bus. «In effetti - hanno riferito le forze dell'ordine -, abbiamo trovato il dispositivo lungo il corridoio centrale del primo piano, segno che qualcuno lo aveva imbracciato. Forse per essere pronto a spegnere un eventuale incendio o per usarlo per infrangere il grande vetro che in questi casi rappresenta l'uscita di sicurezza. In ogni caso, non è servito, perché l'autista, sebbene si trovasse in quelle condizioni critiche, è riuscito anche ad aprire tutte le porte del mezzo con l'apposito pulsante, per far uscire autonomamente i ragazzi».