PORDENONE - Il calendario, per la signora Gloria Garcia Agudelo, ha una data cerchiata in rosso che fa paura: il 9 aprile. Quello è il giorno in cui il portone della sua casa in via della Boschetta, a Vallenoncello, rischia di chiudersi definitivamente alle sue spalle. Con lei finirebbero in mezzo alla strada altre sette persone, in un groviglio di vite che comprende tre bambini piccoli e un uomo che sta combattendo una battaglia durissima contro la malattia. Gloria, dopo aver cercato invano risposte nei corridoi della burocrazia, ha trovato ascolto nel gruppo "Pordenone 360°" guidato da Alessandro Mangraviti.
La vicenda pare nata da un cortocircuito tra le regole ferree dell'edilizia popolare e la complessità della vita quotidiana. Nel 2023, Gloria ottiene l'alloggio Ater. In quel momento suo marito si trovava all'estero e lei sostiene di aver agito convinta di aver fatto tutto correttamente. A detta della signora, infatti, la procedura sarebbe stata viziata da un'informazione errata ricevuta a monte: «Mi sono rivolta al Caf e mi era stato assicurato che, dato che lui non era in Italia, non era necessario inserire i suoi redditi nell'Isee».
L'errore emerge dieci mesi dopo l'ingresso in casa, durante le pratiche per la residenza della madre: i redditi del marito relativi al biennio precedente (2021-22) superavano la soglia consentita. La signora è stata quindi avvisata dell'annullamento del contratto e, a distanza di due anni da quel primo avviso, lo sfratto è stato fissato per il prossimo 9 aprile.






