Se l’Apollo 8, nel 1968, fu la prima missione della storia e del programma lunare a circumnavigare la Luna, e lo fece nella notte di Natale, ora Artemis 2 che è considerata il remake modernizzato di quell’impresa, bissa il successo e si inserisce nel campo di influenza gravitazionale della Luna nel giorno di Pasqua. Ma se all’epoca l’equipaggio era poco loquace, e il comandante Borman stette malissimo per tutto il viaggio di andata, i quattro astronauti di Artemis 2 sono vivaci e comunicativi. A cominciare dal pilota Victor Glover, primo uomo nero inviato verso la Luna, sempre sorridente e scherzoso.

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Giovedì, Victor aveva pilotato manualmente la Orion per dei test di rendezvous con il secondo stadio del razzo SLS in un’orbita terrestre molto alta, e mentre lo pilotava come si fa con un elicottero ne fece una radiocronaca degna del miglior inviato speciale nello spazio. «Eccola! Guardate che meraviglia!», ha esclamato Chistina Koch, osservando la Luna vicinissima da uno degli oblò trapezoidali di Orion. E ripetendo l’esclamazione che fece Frank Borman nel 1968. Durante il viaggio di andata, la Orion, arrivata puntuale al traguardo non considerando gli 11 minuti di ritardo alla partenza, grazie al proprio “cervello di bordo”, comunque sempre monitorato da Weiseman e Glover, aveva effettuato solo due piccole accensioni dei motori d’assetto per correggere la traiettoria. E la Luna è stata raggiunta. Gli astronauti si scateneranno con le macchine fotografiche. Non più le pellicole Kodak della storica immagine “Earth Rise” dell’Apollo 8, ma macchine digitali sofisticate per fotografie mozzafiato.