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Regista prolifico della commedia sexy all’italiana, ha diretto volti iconici come Edwige Fenech e Gloria Guida, costruendo un immaginario leggero e irriverente che ha segnato un’epoca, tra successo di pubblico e riconoscimenti spesso mancati

È scomparso all’età di 83 anni Michele Massimo Tarantini, figura centrale del cinema popolare italiano tra gli anni Settanta e Ottanta. Il regista e sceneggiatore si è spento a Rio de Janeiro, città in cui si era trasferito da tempo e dove aveva scelto di vivere lontano dai riflettori negli ultimi anni. A dare notizia della sua morte è stato il cugino Sergio Martino, anche lui regista, che lo ha ricordato con parole cariche di affetto e nostalgia: “Con lui ho diviso tanti anni di lavoro, e da anni viveva in Brasile. Avrebbe meritato di più, anche nella valutazione della sua lunga attività in quegli anni di cinema in quella stagione, direi goliardica, che non c'è più. Pochi giorni fa mi aveva chiamato dicendomi che sarebbe venuto a Roma nel prossimo giugno”. Un ricordo che sottolinea non solo il legame familiare e professionale, ma anche il senso di incompiuta valorizzazione di un autore che ha contribuito in modo decisivo a un’intera stagione cinematografica.