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Morto l'attore simbolo di un'epoca del cinema italiano. Scollacciato e irriverente
Certe facce ti segnano, come una maschera che sei costretto a indossare sulla scena, quella del cinema e certe volte anche quella della vita. Pierino per sempre. "Possono passare cent'anni e sarò sempre lui, per il pubblico e anche per i produttori, purtroppo". È una legge scomoda dell'immaginario, vale per donne eterne e sensuali e per un attore che non si è rassegnato a un destino da caratterista. Alvaro Vitali adesso non c'è più, scappando da questo squarcio di mondo a settantacinque anni, per una broncopolmonite recidiva, di quelle che non hanno alcuna voglia di smettere, di pentirsi e per un dolore nel cuore, perché certi amore dovrebbero essere eterni e non spegnersi dopo 27 anni di matrimonio senza un vero motivo. Alvaro, con quel nome antico, lo aveva detto in privato e in pubblico a Stefania Corona, con cui non aveva mai smesso di girare per teatri. "Ti prego, torniamo insieme". Non c'è mai tempo per un finale felice. Si cade prima, quasi per sberleffo, per una sorte con un pessimo senso dell'umorismo.






