il sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi è fermo nella sua decisione di non voler cedere alle proteste. "Le mie dimissioni sono escluse. La mia nomina alla guida della Fondazione Teatro La Fenice è nata da una visione chiara e condivisa: imprimere un cambiamento radicale e un nuovo dinamismo a una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo” spiega all’agenzia Adnkronos aggiungendo: “Il lavoro svolto fin dal primo giorno del mio mandato segue esattamente questa direzione, con l'obiettivo di ampliare gli orizzonti artistici e garantire una gestione solida e proiettata al futuro".

Fenice, Colabianchi contestato. La protesta del pubblico in platea: “Dimissioni!”

di Rita Celi

04 Aprile 2026

Dopo le proteste esplose nella serata del venerdì Santo al Teatro La Fenice, poco prima del concerto diretto dal maestro Michael Hofstetter con uno spettatore che ha gridato "Colabianchi dimettiti" appena entrati gli orchestrali, provocando l'adesione di gran parte del pubblico, con applausi di sostegno alla richiesta e il lancio di volantini dai palchi che invocavano le dimissioni del sovritendente per la gestione della vicenda di Beatrice Venezi, nominata alla direzione musicale contro il parere dell'Orchestra, Colabianchi dice: "È necessario ribadire un punto fondamentale: un mandato di rottura, finalizzato all'innovazione e al superamento di vecchi schemi, è per sua natura e premessa divisivo. Ogni trasformazione profonda genera resistenze; tuttavia, la bontà di un progetto deve essere valutata esclusivamente sulla base degli esiti concreti e dei risultati che il Teatro otterrà nel medio e lungo periodo".