In Italia, come nel mondo, la situazione è grave. Ma per parafrasare una famosa battuta con aspetti poco seri, parte dei quali però sono frutto di una guerra ibrida che usa con fantasia molteplici strumenti. Al netto delle continue giravolte da parte di Trump, tuttavia l’Occidente nel suo complesso è sotto un attacco insieme assai forte e molto articolato: in primo luogo sul piano più direttamente politico-militare esso è condotto da parte di Putin e dell’Iran, mentre in modo più felpato, specie sul piano economico, esso è sviluppato dalla Cina. Questo dato di fondo non va mai dimenticato. Un giorno sì e un giorno no Trump sputa sulla Nato, ma invece in questo contesto anche gli Stati Uniti ne hanno un grande bisogno. Comunque, in una situazione così contraddittoria, l’Italia deve munirsi insieme di determinazione e di pazienza. Di determinazione perché la nostra politica estera deve concentrarsi sull’Europa, a partire da due decisivi aspetti economici, quello degli Eurobond e quello della revisione del Patto di Stabilità e a un punto di vista militare per l’inevitabile aumento delle spese dei singoli Stati e per la costruzione della Difesa Europea che purtroppo richiede dei tempi medi e lunghi. Nell’immediato l’obiettivo della politica estera della Italia e dell’Europa deve concentrarsi sulla tutela della Ucraina anche facendo i conti con il sabotaggio ungherese. In questo quadro ha ragione il ministro Tajani quando sostiene il superamento dell’unanimità.