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Ilaria Salis cavalca la retorica secondo la quale i flussi migratori irregolari provenienti da fuori i confini nazionali possano essere paragonati a quelli extra-europei
Da qualche tempo qualcuno ha fatto credere a Ilaria Salis di essere ciò che non è e i risultati sono dichiarazioni ancor più scomposte sui social e una sorta di convinzione di avere la verità in tasca. Salis non è un politico in senso tradizionale: ha saltato tutta la “gavetta”, se si escludono le militanze dei centri sociali che vien difficile considerare tali, ed è arrivata direttamente al parlamento europeo grazie a una candidatura “di fortuna” per uscire dalla prigione ungherese. Ed è forse questa sua inesperienza a dettare alcune dichiarazioni, che alimentano polemiche vuote, come quella che ha aperto con il sindaco di Cinisello Balsamo.
L’europarlamentare nei prossimi giorni sarà nella città alle porte di Milano per un incontro organizzato dal circolo locale Avs sulla remigrazione: un appuntamento che, non troppo casualmente, è stato fissato alla vigilia del meeting sulla remigrazione fissato per il 18 aprile a Milano, per il quale è stato indetto un referendum popolare al sindaco di Cinisello chiedendogli di non partecipare. In questo contesto si inserisce la polemica. “Ilaria Salis a Cinisello Balsamo? No, grazie. Fanno una petizione per impedirmi di partecipare a un evento sulla remigrazione. Poi invitano a Cinisello Balsamo chi giustifica illegalità e occupazioni. Questa è la contraddizione della sinistra”, ha dichiarato il sindaco Giacomo Ghilardi.






