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4 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 6:55

Per il centenario della nascita di Harold Pinter (1930-2008), il Teatro Nazionale di Napoli, in collaborazione con varie università e altri enti della Regione, aveva progettato un convegno di studi sul grande drammaturgo, attore, regista, sceneggiatore e poeta. Lo scoppio della pandemia fece slittare la sua realizzazione di due anni, al maggio 2022.

Qualche mese fa è uscito un bel volume con gli atti del convegno, che vide la partecipazione non soltanto di studiosi italiani e stranieri ma anche di registi e attori, scelti fra quelli, numerosi, che più si sono impegnati, nel nostro Paese, sui testi dell’autore inglese (Harold Pinter. Il teatro del potere, il potere del teatro, a cura di Roberto D’Avascio, Bianca Del Villano e Annamaria Sapienza, Unior Press, 2025). E’ una buona occasione per riparlare di un drammaturgo che sembra essere uscito dall’interesse dei nostri teatranti, dopo che per decenni l’Italia era stata fra i luoghi d’elezione del teatro di Pinter, uno degli autori più rappresentati al mondo e che la pur tardiva assegnazione del Nobel, nel 2005, aveva definitivamente consacrato come il più grande del secondo Novecento, insieme a Beckett, suo “maestro” e amico.