«Il papà Fabio non si perdeva una trasferta, accompagnava sempre Sofia. Ieri sera è stato il primo a tentare di salvarla, non c’è nemmeno bisogno di dirlo. Sono stati minuti interminabili. Posso solo aggiungere che l’arrivo dei soccorsi è stato tempestivo. Rievocare quegli istanti è troppo doloroso. E poi ci sono indagini in corso».

A parlare al telefono è il signor Giovanni Monda, responsabile tecnico della Unio Basket Maddaloni, la squadra femminile under 15 che avrebbe dovuto celebrare quattro giorni di festa e sport, tra Ostia, Fiumicino e Casalpalocco. Ieri mattina ha lasciato il Camping Village Roma Capitol con la rosa di giovanissime giocatrici. Un viaggio in pulmino immersi in un silenzio attonito.

«Quando siamo arrivati a Maddaloni abbiamo trovato tutti i compagni e le compagne della Unio Basket, di tutte le età. È stato un momento molto commovente, un segnale importante. Però siamo tutti sgomenti. Come allenatore e come papà mi chiedo come fare per aiutare gli amici, i compagni e le compagne di scuola e di squadra di Sofia a superare un dramma del genere. Per un adulto superare una perdita simile in qualche modo è sopportabile. Per dei ragazzi così giovani è tutta un’altra cosa», riflette il signor Monda, che non si sottrae alle domande nonostante il momento difficile.