Città del Vaticano, 3 apr. (askanews) – Ci sono le guerre e i genocidi, le “nebbie dell’indifferenza”, le “troppe madri che piangono i figli torturati e uccisi”, le donne “che soffrono”, e chi “è schiacciato a terra dall’ingiustizia, dalla menzogna, da ogni forma di sfruttamento”. C’è la condanna di tutti i conflitti nel mondo, di chi crede “di avere ricevuto un’autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare a proprio piacimento”, di chi “decide di avviare la guerra”, che “ne risponderà a Dio”. Come chi “deride e insulta Gesù”.
Ci sono, insomma, le tragedie, gli abissi della società ed i crocifissi di oggi nelle meditazioni della Via Crucis, scritte quest’anno dall’ex custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, che accompagneranno il rito di questa sera con il Papa al Colosseo, primo Venerdì Santo per Leone XIV. Con un filo conduttore: seguire l’esempio di San Francesco, di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte e del quale infatti, per ciascuna delle 14 Stazioni, citazioni degli Scritti accompagnano il Vangelo di Giovanni.
“Anche oggi c’è chi crede di avere ricevuto un’autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare a proprio piacimento”, scrive Patton, scelto personalmente dal pontefice per le meditazioni: “Francesco d’Assisi, che ha semplicemente cercato di seguire le tue orme – prosegue il francescano – ci ricorda che ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto: il potere di giudicare, ma anche il potere di avviare una guerra o di terminarla, il potere di educare alla violenza o alla pace, il potere di alimentare il desiderio di vendetta o quello di riconciliazione, il potere di usare l’economia per opprimere i popoli o per liberarli dalla miseria, il potere di calpestare la dignità umana o di tutelarla, quello di promuovere e difendere la vita oppure di rifiutarla e soffocarla”.













