Obiettivo numero uno: salvare l'Alleanza Atlantica e non perdere il sostegno americano sull'Ucraina.
Mark Rutte mercoledì prossimo tornerà Oltreoceano da Donadl Trump e, questa volta, la missione si preannuncia ben più in salita rispetto al passato. Il segretario generale della Nato atterrerà a Washington subito dopo Pasqua, in un viaggio che ha il sapore dell'emergenza arrivando dopo giorni di feroci attacchi da parte del presidente americano agli alleati europei.
Rutte negli Usa vedrà anche il segretario di Stato americano Marco Rubio e il segretario della Guerra Peter Hegseth, due volti del trumpismo che spesso hanno mostrato sfumature differenti ma che, sugli strali contro la Nato, hanno trovato più di una convergenza.
Non è la prima volta che l'ex premier olandese si veste da pompiere per spegnere la furia di Donald. E' successo in occasione del summit dell'anno scorso a L'Aja, sul fronte dei contributi finanziari dei Paesi della Nato. E' successo a gennaio scorso sul fronte groenlandese, quando i danesi già si preparavano ad un'improbabile difesa da possibili incursioni militari a stelle e strisce. Sul tavolo, questa volta, c'è la permanenza degli Usa nell'Alleanza. Trump da giorni, inviperito per il mancato supporto degli Alleati sull'Iran, minaccia di lasciare. Rutte ha provato a fare buon viso a cattivo gioco, sperticandosi negli elogi per l'apporto americano. E' servito a poco. Anzi. A molti europei l'accondiscendenza di Rutte nei confronti di Trump comincia a irritare non poco. Da giorni Bruxelles appare segnata da un inedito e acceso anti-trumpismo, condito da una convinzione: gli attacchi della Casa Bianca alla Nato non fanno che aiutare il principale nemico dell'Europa in questo momento, Vladimir Putin. Chi vive sul fianco Est, a due passi dalla Russia, comincia quasi e evocare un piano B rispetto ad un'Alleanza vessata dagli Usa. "Ovviamente, la Nato è la pietra angolare della nostra sicurezza. Ovviamente, vogliamo essere un buono e leale alleato degli Stati Uniti, ma non possiamo fingere che il Presidente degli Stati Uniti non stia dicendo ciò che sta dicendo", ha sottolineato il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski.








