WASHINGTON. Entrando da una porta laterale della Casa Bianca, senza dare nell’occhio e mantenendo un profilo bassissimo, il Segretario Generale della Nato Mark Rutte è corso nella capitale americana, mercoledì pomeriggio, per parlare con un Donald Trump convinto che gli alleati sono stati messi alla prova con la guerra in Iran.
Un test che, secondo il presidente americano, hanno miseramente fallito, non accorrendo in aiuto degli Stati Uniti.
Il faccia a faccia è durato per quasi due ore nella West Wing della residenza presidenziale, lontano dagli occhi dei giornalisti presenti, mentre la portavoce di Trump, Karoline Leavitt, aveva anticipato che i due avrebbero discusso la possibilità degli Usa di lasciare l’Alleanza Transatlantica.
«È piuttosto triste che la NATO abbia voltato le spalle al popolo americano nel corso delle ultime sei settimane, quando è proprio il popolo americano a finanziare la sua difesa», aveva dichiarato Leavitt durante il press briefing del mercoledì.
Quando Rutte ha lasciato la Casa Bianca, non si è fermato a parlare con i media. Secondo una fonte Nato consultata da La Stampa, il Segretario lo avrebbe probabilmente fatto solo se l’incontro fosse stato positivo.










