Arriva a Palazzo d’Accursio la protesta dei lavoratori di Bologna University Press (Bup), la casa editrice dell’ateneo felsineo. Ieri una delegazione è entrata con uno striscione in consiglio comunale durante il question-time, provocando l’interruzione della seduta. I motivi della protesta li aveva resi noti alcuni giorni fa la Cgil dopo l’incontro del 26 marzo con la fondazione. «Riteniamo inaccettabile – aveva scritto in una nota il sindacato – un piano di risanamento che preveda licenziamenti senza il ricorso ad alcun ammortizzatore sociale e senza adeguate tutele, scaricando interamente» sui lavoratori «il costo di scelte gestionali e industriali». La Cgil ha rincarato la dose ieri, sottolineando che la decisione ignora completamente gli accordi sindacali sottoscritti nel giugno dello scorso anno. Di fronte alla richiesta avanzata dai lavoratori di un intervento dell’amministrazione, in aula è intervenuto il consigliere del Pd Giacomo Tarsitano. «Ci impegneremo – fa sapere – con tutti gli strumenti a disposizione per fare pressione politica. Ricordo che l’Università è anche firmataria del patto regionale per il lavoro e per il clima: disattendere i contenuti di questo patto per quanto riguarda la tutela dei lavoratori è problematico anche per il tipo di ente che l’Alma Mater è». A stretto giro, sulla questione interviene proprio l’ateneo sottolineando in primis che la Bup è «un soggetto esterno», una realtà «ad oggi partecipata indirettamente dall’università attraverso la fondazione, suo socio unico». Andando però oltre gli assetti, precisa anche che ciò che si va delineando non è «uno smantellamento», ma «un percorso necessario per evitare la liquidazione della fondazione». Secondo Palazzo Poggi una realtà come Bup «opera in un mercato editoriale profondamente mutato e caratterizzato da forti oscillazioni, che negli ultimi esercizi hanno determinato una situazione di squilibrio economico-finanziario strutturale». Attraverso il piano triennale prospettato, dunque, si cerca di raggiungere «la sostenibilità economica della fondazione e di preservare al contempo il valore del marchio Bup». Tutte parole che si scontrano con una realtà che, replicano dal sindacato, parla di «riduzione del personale», del no all’utilizzo degli ammortizzatori sociale e a qualsiasi forma di concertazione. Dopo il blitz in Comune di ieri, martedì dalle 10 alle 13 è in programma una manifestazione sotto la sede del Rettorato.