IL PUNTO (di Luca Mirone)
La guerra nel Golfo, a dispetto della retorica di vittoria di Donald Trump, si conferma molto complicata per le forze armate americane. E' dal fronte iraniano che arriva la notizia più significativa della giornata: un caccia Usa è stato abbattuto dalla contraerea di Teheran, per la prima volta dall'inizio delle ostilità. La maxi-operazione di ricerca ha portato al salvataggio di uno dei piloti del velivolo precipitato, un F-15. Ma si ignora la sorte del secondo aviatore, tra voci non confermate dei media di regime secondo cui sarebbe stato preso in ostaggio e secondo cui sarebbe stato colpito anche l'elicottero di soccorso. E in serata, due funzionari americani hanno riferito al New York Times che un secondo jet americano, un A-10 Warthog, è precipitato nel Golfo: il pilota è stato tratto in salvo incolume, mentre l'esercito iraniano ha rivendicato di aver intercettato e colpito il jet con la sua difesa aerea sullo Stretto di Hormuz. E intanto, su un altro fronte caldo, quello libanese, si è intanto verificato l'ennesimo incidente in pochi giorni che ha coinvolto l'Unifil: tre caschi blu indonesiani sono rimasti feriti in seguito ad un'esplosione nella loro postazione.
















