La guerra nel Golfo, a dispetto della retorica di vittoria di Donald Trump, si conferma molto complicata per le forze armate americane.

E' dal fronte iraniano che arriva la notizia più significativa della giornata: un caccia Usa è stato abbattuto dalla contraerea di Teheran, per la prima volta dall'inizio delle ostilità. La maxi-operazione di ricerca ha portato al salvataggio di uno dei piloti del velivolo precipitato, un F-15. Ma si ignora la sorte del secondo aviatore, tra voci non confermate dei media di regime secondo cui sarebbe stato preso in ostaggio e secondo cui sarebbe stato colpito anche l'elicottero di soccorso. Su un altro fronte caldo, quello libanese, si è intanto verificato l'ennesimo incidente in pochi giorni che ha coinvolto l'Unifil: tre caschi blu indonesiani sono rimasti feriti in seguito ad un'esplosione nella loro postazione.

Immagini di detriti di un aereo sono state diffuse dai media statali iraniani nelle prime ore del mattino, che hanno parlato di un F-35 statunitense centrato da un nuovo sistema di difesa aerea sopra l'Iran centrale, con un pilota probabilmente morto o comunque disperso, tanto che la tv di Stato ha promesso una ricompensa per chiunque fornisse informazioni utili a rintracciarlo. Alcune ore dopo funzionari statunitensi hanno confermato, in via non ufficiale, che un F-15E era stato abbattuto e che il Pentagono si stava adoperando per ritrovare l'equipaggio, composto da due piloti. Filmati successivi hanno mostrato un C-130 Hercules e un elicottero Pavehawk volare a bassa quota e, a un certo punto, rifornirsi di carburante insieme, mentre gli israeliani hanno sospeso i raid per facilitare le procedure di soccorso. Trump ha ricevuto un briefing.