Chiede di fare silenzio a quattro ragazzi che lo stavano disturbando sotto casa e gli impedivano di dormire. Lo pestano a sangue e lui finisce all’ospedale con il viso tumefatto e una costola rotta. È accaduto sabato sera in centro a Canale, sulla piazzetta del Municipio, vittima un cuoco quarantenne che lavora in un locale della zona e abita in via Roma. “Di continuo urla e bottiglie rotte” A scatenare l’aggressione, intorno alle 22,30, l’invito dell’uomo ad abbassare i toni della voce e smetterla con gli schiamazzi. Non sarebbe stata la prima volta, ma una situazione che andava avanti da tempo e che aveva sollevato le lamentele di più residenti nella zona. «Da mesi facevano casino – racconta l’uomo a La Stampa -. Io e i miei vicini di casa li abbiamo richiamati più volte per le urla, le bottiglie rotte, gli scherzi al citofono, e loro come se niente fosse continuavano a disturbare, anche minacciando la gente».

Una raffica di calci e pugni Dopo diversi richiami dal balcone senza esito, sabato sera il cuoco ha deciso di scendere in strada e affrontare il gruppo di giovani, tutti poco più che maggiorenni. «Non ne potevo più - prosegue -. La domenica io lavoro, ma anche le altre persone di notte hanno bisogno di riposare. Al mio “levatevi dalle scatole”, ripetuto tre volte, non se ne sono andati, mi hanno insultato, minacciato e accerchiato. Avevo dello spray al peperoncino e l’ho usato, solo per proteggermi, senza però colpire nessuno. E loro: “Bravo coglione, hai finito lo spray, adesso ti riempiamo di botte”. E in quattro contro uno, mi hanno massacrato». Una raffica di pugni e calci, anche quando il quarantenne era crollato a terra, per poi allontanarsi. «Ho perso conoscenza, mi sono risvegliato sdraiato vicino a un muretto che perdevo sangue e avevo dolori dappertutto - continua -. Barcollando sono tornato indietro verso casa, la mia compagna ha chiamato i soccorsi e ha dato l’allarme». Di qui l’arrivo dell’équipe medica del 118 e una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Bra.