Negli scorsi minuti il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge recante “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali, nonché in favore delle imprese”, prorogando il taglio temporaneo delle accise sui carburanti che sarebbe scaduto il 7 aprile. La misura, valida fino all’1 maggio, garantisce il mantenimento dello sconto di 24,4 centesimi al litro alla pompa, scongiurando rincari che avrebbero portato il prezzo del gasolio a livelli mai toccati prima. Senza l’intervento, il diesel avrebbe superato i 2,3 euro al litro, battendo il precedente record storico del 14 marzo 2022, quando toccò 2,154 euro durante la guerra in Ucraina. «Abbiamo appena approvato un decreto legge con cui proroghiamo la riduzione delle accise già in essere al primo maggio – ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti appena dopo la proroga – , c’è un intervento mirato per le aziende agricole cui viene esteso il credito di imposta al 20% che era previsto inizialmente soltanto per le aziende della pesca».

Altri 500 milioni per abbassare le accise, il governo taglia le stime sulla crescita

Il nodo delle coperture

Il provvedimento ha un costo stimato di almeno 400-500 milioni di euro. Secondo quanto dichiarato da Giorgetti in conferenza stampa, una parte è recuperata dall’autocopertura che deriva dal gettito iva e altri 200 milioni derivano dalle risorse legate all’Ets CO2. Sul fronte delle misure complementari, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato un'iniziativa dei concessionari autostradali, che nei prossimi giorni ridurranno il prezzo alla pompa di 5 centesimi al litro lungo le autostrade. Salvini ha inoltre chiesto di estendere il provvedimento sulle accise agli autotrasportatori che hanno investito in mezzi sostenibili, categoria finora esclusa dai rimborsi. A breve verranno nuovamente convocate le compagnie petrolifere per prevenire speculazioni sui prezzi di benzina e gasolio.