TREVISO - Lo scippatore che ha colpito la 79enne in via Risorgimento ha rischiato di non farla franca: un giovane straniero sotto i portici ha tentato di fermarlo, allungandosi verso di lui mentre sfrecciava via in monopattino. Nel frattempo, due ragazzi di diciassette anni, studenti di un istituto vicino, hanno soccorso la vittima. «Eravamo qui a fianco all’Helmut pub quando una signora ha iniziato a urlare “aiuto, aiuto”. Si trovava vicino al Conad: un ragazzo su un mezzo elettrico l’ha superata e ha tentato di derubarla. Lei ha gridato, poi è caduta di lato. Alla fine, il furto non è riuscito perché al ladro è caduta la borsa. Noi l’abbiamo aiutata a rialzarsi e a riprendere la bici. Poi lui è scappato, credo su un monopattino».
Sono sconvolti, ma non sorpresi: «Succede troppo spesso: capita tutte le settimane. È successo anche a mia nonna, al Tigotà, e anche alla nonna di un nostro amico - raccontano. - È una cosa che si ripete continuamente, tutti i giorni si vedono situazioni del genere». E dalla consapevolezza con cui si esprimono i due ragazzi si percepisce che anche loro hanno sentito uno di quei racconti dalle stesse vittime.
«Il problema è anche quello che viene dopo: la procedura per la denuncia è ancora troppo lunga e burocratizzata. Non si possono far aspettare le persone anziane per ore in un ufficio e queste complicanze spesso le porta a non denunciare i reati subiti».






