Anais non si riconosce più. Ha ustioni su tutto il corpo, sulla testa ci sono punti dove i capelli non ricresceranno mai. «Sulla mia mano sinistra dovrà essere amputata la prima falange di ogni dito». Si è svegliata dal coma dopo due mesi e «i medici mi hanno spiegato che dovrò sottopormi a un numero molto elevato di interventi per anni». Per la prima volta, c’è un prezzo del dolore nelle carte sulla strage di Crans-Montana: chiede un risarcimento di 50 milioni di franchi, Anais. E come lei, i tanti dannati del Constellation, che provano a quantificare le cicatrici sulle proprie vite che non torneranno come prima.

Lily-Rose frequenta il terzo anno del liceo. Non sa nemmeno se quest’anno riuscirà a portare a termine gli studi. Ha ustioni gravi sul viso, sulle braccia e la schiena. Non riesce nemmeno più a stare in mezzo alla gente: «Non mi sento a mio agio in molti luoghi, mi è difficile spiegare il perché». Racconta di aver provato a entrare in un bar con gli amici: «Un locale all’aperto su una terrazza. Non sono riuscita a restarci più di 15 minuti», confessa. Ha spesso incubi, ricordi di morte. Ha perso molti dei suoi amici più cari: chiede danni per 25 milioni, come il fratello, anche lui quella notte al Constellation.