La coalizione per sbloccare Hormuz si compatta.

E nel vertice virtuale presieduto da Londra con oltre 40 Paesi, dà voce alle preoccupazioni sull'impatto economico del conflitto e alla necessità di una strategia diplomatica per ripristinare al più presto la navigazione nello stretto. "La sua riapertura è urgente", ha sottolineato aprendo la call la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, mentre le ostilità non cessano, il prezzo del greggio vola e 2.000 petroliere e navi commerciali restano alla fonda.

Un messaggio espresso parallelamente anche nella telefonata tra Giorgia Meloni e Keir Starmer, dove i due leader hanno espresso la necessità di proseguire il coordinamento, anche con i Paesi del Golfo. Un segnale del fatto che l'Italia sta orientando l'asse verso un impegno multilaterale per una soluzione che secondo il governo, passa necessariamente attraverso l'Onu. In questo senso va anche la proposta lanciata da Antonio Tajani insieme a colleghi come il ministro olandese e la viceministra degli Emirati: un percorso per creare al più presto un "corridoio umanitario" per i fertilizzanti e per tutto quanto servirà ad evitare un nuova crisi alimentare, innanzitutto per le nazioni dell'Africa.