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Giornata a Chigi al telefono con Giorgetti. Poi gli incontri con Descalzi e Calderone

Il ritorno in scena di Giorgia Meloni è previsto per il 9 aprile, quando alle nove di mattina la premier si presenterà alla Camera per un'informativa niente affatto ordinaria e in cui illustrerà i prossimi passi dell'azione di governo. Di fatto, l'inizio della "fase due" dopo la batosta referendaria di dieci giorni fa. Un appuntamento a cui vuole arrivare avendo già tirato le fila dei principali dossier sul tavolo, a partire dal contenimento dei prezzi dell'energia e dal sostegno a imprese e ceti produttivi. La guerra in Medio Oriente voluta da Donald Trump e Benjamin Netanyahu, infatti, ha innescato uno schock globale con effetti su bollette carburanti e pesanti ricadute su famiglie e imprese.

Meloni è ben consapevole della gravità della situazione e ieri ha passato l'intera giornata a Palazzo Chigi sentendo più volte il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti con cui si è confrontato sul ripristino delle risorse per le imprese per Transizione 5.0 e sulla proroga del taglio delle accise deliberato il 18 marzo e in scadenza il 7 aprile. Una prolungamento che dovrebbe essere ancora una volta di breve durata (forse fino al 30 aprile), così da poter monitorare la situazione internazionale e valutare eventuali correttivi. La copertura necessaria si aggirerebbe attorno ai 600 milioni di euro. Una proroga, spiega il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che arriverà "in settimana", quindi nel prossimo Consiglio dei ministri in programma venerdì mattina. La premier ha poi avuto un lungo faccia a faccia con l'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi (nella foto di sinistra) per affrontare la questione dell'approvvigionamento energetico.