Blanco è così, senza filtri, dall’inizio alla fine dell’intervista. Ti accoglie con una stretta di mano e un sorriso, sgattaiola fuori dal balcone dello studio del suo manager (in fondo all’intervista capirete perché), ti scruta, capisce se può fidarsi. Proprio come un gatto. E se questo accade, il gioco è fatto. L’artista torna con l’album più bello del suo percorso artistico “Ma’”, dove si espone come non mai. Il lavoro è stato fatto con il main producer Michelangelo e i produttori Federico Nardelli, Parisi, Simonetta e Zazu.
Il disco mostra le sue fragilità, ma anche la sua forza, il dolore (necessario) per crescere mentre la sua scrittura è ispirata e vibrante. Si parla di alti e bassi, di studio, di crescita per un ragazzo che a 18 anni ha vinto al Festival di Sanremo con Mahmood con “Brividi”, poi è stato travolto dalle polemiche (molte delle quali eccessivamente feroci, senza possibilità di appello) su quello stesso palco solo dopo un anno per aver preso a calci parte delle rose che facevano da contorno al suo singolo “L’Isola delle rose”. Un problema tecnico gestito di “pancia” e le scuse sentite dopo il “fattaccio”. Lo stadio di San Siro, ma forse tutto era diventato ingestibile. L’album “Innamorato”, uscito nel 2023, è l’ultimo che ha inciso. Piano piano poi ha rotto il silenzio con “Piangere a 90”, “Maledetta Rabbia”, “Anche a vent’anni si muore”, ha scritto l’intensa e bella “La cura per me” per Giorgia e ora è uscito il nuovo singolo “Ricordi” con un’altra Big della musica italiana, Elisa.






