TREVIGNANO (TREVISO) - Lo hanno perseguitato per mesi, sottoponendolo a continue vessazioni. Minacciando che, se avesse parlato, si sarebbero rivolti al loro clan, viste le loro origini nomadi, e sarebbe finita ancora peggio. Poi lo hanno pestato a calci e pugni, davanti all’oratorio, era lo scorso 20 marzo, mandandolo in ospedale, dove gli sono stati refertati 5 giorni di prognosi. Una violenza prima psicologica, poi anche fisica, di cui è stato vittima per sei mesi, dallo scorso settembre, un 13enne di Trevignano. Fino all’intervento dei carabinieri che, nei giorni scorsi, hanno denunciato due 14enni per atti persecutori e, in concorso con loro un terzo ragazzino, loro coetaneo, che ha partecipato al pestaggio, per lesioni personali. I due 14 anni, seguiti anche dai servizi sociali, sarebbero noti anche per altri episodi violenti nei confronti di altri ragazzi del paese. Ma non intimidivano solo i giovani, ma pure le loro famiglie.

I due ragazzini di origini nomadi, che vivono entrambi assieme a un parente in assenza dei genitori nel Montebellunese, hanno iniziato a destare preoccupazione nella comunità già negli anni delle medie. La loro condizione familiare e i loro comportamenti spesso aggressivi, tra bullismo e atti vandalici, li hanno portati a isolarsi sempre più dalla comunità. Col passaggio alle scuole superiori, che, stando alle testimonianze in paese, frequentano in modo discontinuo, i loro gesti sono diventati sempre più gravi. Girovagando per il paese, hanno iniziato a prendere di mira l’area dei campetti dove sono soliti trovarsi i ragazzi della loro età. Un comportamento simile a quello mostrato dalle ragazzine della stessa età e nella stessa condizione che avevano colpito a Montebelluna qualche mese fa, quando erano state segnalate per vari episodi di taglieggio. Sebbene l’oratorio vicino alla chiesa parrocchiale, in via Monsignor Floriano Mazzarolo, venga aperto soltanto la domenica, su richiesta di feste private oppure in determinati orari stabiliti dalle associazioni, non è raro che i ragazzi scavalchino i cancelli per giocare a calcio fino a tarda sera.